
Qualificare il turismo
La provincia di Cosenza presenta una varietà potenziale di offerta turistica tale da soddisfare molte forme di turismo.
Sul versante dell’offerta, infatti, la provincia è leader a livello regionale, concentrando sul proprio territorio il maggior numero di strutture alberghiere ed extra-alberghiere, distribuite in una gamma pressoché completa di categorie. Con il 40% degli arrivi e il 38,7% delle presenze, la provincia di Cosenza detiene, inoltre, la maggior quota di mercato sui flussi turistici regionali. Infine, quasi due turisti su tre che scelgono di alloggiare in una struttura extralberghiera calabrese optano per il territorio provinciale cosentino.
Ciò nonostante, sussistono diffuse e significative criticità in merito a fruibilità, organizzazione, accoglienza, servizi, qualità delle strutture ricettive, peso dell’economia sommersa, attrattività nei confronti dei turisti stranieri, diversificazione dell’offerta, destagionalizzazione dei flussi.
Più in generale, il turismo costituisce uno di quei settori nei quali più evidente è lo scarto tra opportunità e potenzialità, in ragione di un territorio che possiede straordinarie leve di sviluppo nel settore, grazie alla compresenza di due dei Parchi Nazionali più importanti nel quadro dell’eco-regione mediterranea, di un tasso di diversità paesaggistica, ecosistemica, biologica tra i più alti del continente, di un sistema costiero di tutto rispetto per sviluppo planimetrico e qualità, del più imponente sistema montuoso del Sud Italia, di un diffuso patrimonio storico, artistico e architettonico che annovera importanti episodi di valenza sovralocale, della presenza del più importante contesto linguistico ed etnografico del Mezzogiorno, di un tessuto sociale e culturale che, soprattutto nell’area del capoluogo, è vivace e aperto all’innovazione, di una rete minuta di piccoli insediamenti e comunità che ancora conservano, in particolare nelle aree interne, un profilo identitario profondamente radicato nella peculiare storia del territorio cosentino.
Sarebbe in primo luogo auspicabile agire per riequilibrare il rapporto tra turismo alberghiero e turismo della seconda casa a favore del primo, perché certamente crea maggiore valore aggiunto.
Bisogna tuttavia essere realistici: lo stock di seconde case esistenti, e la redditività degli
investimenti immobiliari lungo le riviere, rendono inefficace qualunque politica turistica che
prescinda o trascuri il fenomeno del turismo della seconda casa.
Da un lato, bisogna quindi favorire ulteriormente la modernizzazione delle imprese
alberghiere di qualità medio-alta nonché la riconversione delle imprese alberghiere più obsolete verso un modelli di ricettività diffusa.
Dall’altro lato, bisogna studiare azioni per riqualificare l’offerta di appartamenti in affitto, per combattere il mercato sommerso, per inserire a pieno titolo questo turismo nel
sistema di offerta locale. Una riqualificazione dell’esistente che eviti al contempo ulteriori
cementificazioni del nostro territorio, estremamente delicato e straordinariamente bello.
Un punto centrale riguarda il sostegno alla qualificazione dell’offerta ricettiva, in particolare per le piccole strutture alberghiere, che sono distribuite nel territorio e costituiscono la spina dorsale della nostra offerta. L’inserimento di questa rete di offerta nei sistemi e nei pacchetti di offerta è essenziale per sfruttare il richiamo complessivo dell’offerta di servizi e di territorio e non solo l’attrattività del binomio mare-sole, in ragione della grande offerta potenziale legata ai contesti ambientali di pregio (Parchi della Sila e del Pollino, aree protette, paesaggi), alle reti tematiche di valorizzazione e fruizione dei beni culturali (materiali e immateriali), ai giacimenti geotermali, al modo rurale e delle campagne, alle attività all’aria aperta e agli sport, dallo sci di fondo al canyonig, dalla canoa all’escursionismo nelle varie forme (trekking, cicloturismo, a cavallo, ecc.). Questo obiettivo è cruciale sia per
E’ inoltre necessario sviluppare, organizzare, promuovere alcuni segmenti dalle grandi
potenzialità di attrazione - lo sport, il turismo sanitario e del benessere, la cultura - sapendo che il lavoro più difficile è quello di mettere in rete le diverse proposte, di coordinarle, di farne una promozione congiunta, perché le imprese che le pensano e le offrono sono numerosissime e di piccola dimensione unitaria.
Si tratta infine di tradurre il più possibile il flusso di presenze, indotto dal turismo tradizionale così come dal turismo di nicchia, dal turismo da diporto, in valore aggiunto e occupazione. Si tratta, in altri termini, di valorizzare l’effetto di moltiplicatore della ricchezza che il sistema commerciale è in grado di produrre.
Su questo fronte molto resta da fare, sia per garantire l’equilibrio del sistema commerciale tra le sue diverse componenti, sia per incentivare i progetti privati, specie quelli legati alle piccole imprese commerciali di qualità, spesso in difficoltà a causa della concorrenza della grande distribuzione.
Attueremo, nel quadro delle competenze attribuite alle Province, la legge regionale 8/2008, Legge Quadro sul Turismo, promuovendo i Sistemi Turistici Locali secondo alcuni degli orientamenti definiti dagli strumenti della programmazione 2007-2013:
Implementeremo il Sistema Informativo Provinciale per la Promozione Turistica (SIPROTUR), già attivato dalla Provincia.
Svilupperemo ulteriormente il tema di turismo scolastico, secondo le linee dei Protocolli d’Intesa con il Parco Nazionale della Sila e il Parco Nazionale del Pollino, che hanno già prodotto risultati positivi in termini di aumento delle presenze.
Svilupperemo e qualificheremo ulteriormente il Programma delle Manifestazioni Turistiche promosse, organizzate, sponsorizzate o sostenute dalla Provincia.